Roger Federer e l’immagine tempo

Ieri su BBC Sport c’era un articolo che titolava: “Wimbledon 2015: Roger Federer’s outrageous ‘hot dog’ lob”, facendo riferimento a un colpo durante la partita del secondo turno del torneo di Wimbledon in corso contro il povero Sam Querrey sul campo centrale. Quel colpo è ormai un’abitudine per Roger Federer, per noialtri meno.
Noi non ci stanchiamo mai di vederglielo fare, lui semplicemente se la ride. Un tempo a volte quasi se ne vergognava, quasi si metteva nei panni dell’avversario e pensava all’imbarazzo provocato, all’umiliazione sportiva che raggiunge e rende piccolissimi.

Il colpo di cui parla BBC Sport è il tweener (colpire tra le gambe) e nello specifico questo:

https://www.youtube.com/watch?v=eLkVAJz1ejY

Federer quindi opera: una preventiva scelta di tempo, una scelta di quel movimento specifico, assume il rischio del gesto in sé e della variabile atletica specifica di ogni momento. Il colpo di ieri, cronologicamente parlando, è l’ultimo, ma su Youtube ce ne sono conservati diversi, esistono delle raccolte di tweener di Roger Federer, ma i miei due preferiti sono questo:

E questo:

La cosa che mi ha colpito del titolo di BBC Sport è l’utilizzo dell’aggettivo “outrageous” che porta dietro sinonimi come: arrogante e insolitamente scioccante o estremamente impressionante. “Outrageous” è un aggettivo che ha molta più importanza per chi guarda rispetto a chi compie l’atto; è un commento, un sentimento che nasce e si sviluppa in seguito a ciò a cui si riferisce. L’utilizzo di questa parola mi ha fatto pensare al perché io, come quasi tutti, rimango impressionata, appunto, ogni volta: è perché è un colpo che non si può incapsulare, non si può fermare. Impressiona ma non si può imprimere: chi ci prova, fotografando il momento preciso in cui la racchetta sta colpendo la pallina tra le gambe, non dice niente riguardo all’effetto su di noi e sulla nostra meraviglia che ha un tempo preciso, è cadenzata come un rito ed è fatta di attesa del colpo, godimento nel vederlo e meraviglia nel rendercene conto e filosoficamente non dice niente su cosa cambia in ciò che vediamo della partita.

Il tweener di Roger Federer nel match contro Berlocq, US Open 2013. Da gazzetta.it. Reuters

Il tweener di Roger Federer nel match contro Berlocq, US Open 2013. Da gazzetta.it. Reuters

Quindi mi è tornato in mente un vecchio libro di studi, che si intitola L’immagine tempo e ha a che vedere con il cinema in cui l’autore, Gilles Deleuze, dice che l’immagine tempo è quella che appartiene al cinema moderno, dove l’immagine che vediamo sprigiona il tempo, lo rende protagonista, lo dilata con le attese o lo stringe e modificandolo lo scompone.
Il tweener è un piccolo film, in cui avviene tutto questo: il colpo rende protagonista il tempo, lo dilata con l’attesa e scompone tutto il tempo della partita.